Grillo, è tutto chiaro. E’ nata la Rivoluzione Culturale.


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© Kash Gabriele Torsello

Grillo, è tutto chiaro. E’ nata la Rivoluzione Culturale.

Lo Tsunami di Beppe Grillo ha investito tutti, chi in un modo e chi in un altro.
Le mie perplessità sono sorte nel momento in cui ho iniziato ad osservarlo in queste ultime settimane. Mi ha trasmesso una miriade di senzazioni, diverse e opposte tra esse. Dall’allegria per le sue battute, al disgusto per le urla arroganti e offensive e, a volte, ironicamente minacciose.

Ho apprezzato l’intervista rilasciata il 20 gennaio scorso alla televisione pubblica svedese, e disprezzato la decisione di boicottare la stampa italiana.

Dopo le elezioni Grillo ha definitivamente chiuso ogni forma di dialogo con i Partiti e con gli ‘altri’ cittadini italiani che pur non votando il Movimento 5 Stelle pretendono una risposta ‘responsabile’ e urgente per formare il nuovo Governo.

Su rete la ‘mente digitale’  del Movimento, Gianroberto Casaleggio, prevede la terza guerra mondiale nel 2020; parole e concetti di Grillo vengono vagamente associati ai peggiori dittatori della storia, e sui media stranieri Beppe rilancia: puntiamo al 100% dei consensi.

Ciò ha provocato in me, e credo anche in molti altri spettatori occasionali dello scenario politico, una dominante e improvvisa senzazione di inquietudine.

Che vuole Beppe Grillo?

Potrebbe ottenere qualunque privilegio politico per sè e il suo Movimento 5 Stelle se solo concedesse la fiducia alla coalizione politica che ha ‘vinto’ le elezioni, e potrebbe iniziare a cambiare il paese con le riforme che servono.

Niente da fare, sembra ostinato a non allearsi con i Partiti, vuole invece eliminarli, lasciarli sprofondare nel precipizio della inagibilità, perché responsabili (i partiti politici) dell’attuale crisi italiana, europea e mondiale. Insieme a loro vanno eliminati anche gli strumenti che utilizzano per ‘educare e controllare’ l’opinione pubblica: i principali mezzi di informazione che sono largamente finanziati dalla stessa politica.

Ma cosa sta accadendo oggi in Italia, che c’e’  nella mente di quell’uomo che urla nelle più grandi piazze affollate d’Italia, che passeggia sulla spiaggia incappucciato, che manda letteralmente a ‘ffanculo i politici, e indossa una  cannottiera con la foto di Ghandi?

La risposta inizio a trovarla nel significato delle parole che ha sbandierato a voce alta:
Rivoluzione Culturale.

E cos’è la rivoluzione culturale? Un qualcosa che si fa in una galleria d’arte?. Non esattamente…

La Rivoluzione Culturale è un Movimento politico e culturale ideato da Mao  in Cina nel 1966,  e fondato sulla mobilitazione dei giovani, universitari e non, che non fossero iscritti al partito. Il motto che lanciò l’inizio della Rivoluzione era:

“Spazzar via tutti i mostri!”, attraverso un’ondata rivoluzionaria capace di sradicare i vecchi usi e costumi e crearne di nuovi, mutando non solo le strutture sociali, ma soprattutto l’uomo e la sua concezione del mondo. I Compromessi tra la concezione borghese e proletaria non erano possibili; una delle due doveva perire.

Ovviamente tutte le Rivoluzioni Culturali sono diverse tra loro proprio perchè sono Culturali ovvero associate alla Cultura della popolazione in cui si manifestano. Hanno, comunque, degli aspetti concettuali simili, come ad esembio il Cambiamento radicale, lento o veloce che sia: si abbandona il vecchio per costruire il nuovo, e i due non possono concettualmente o materialmente allearsi altrimenti il cambiamento e, quindi, la rivoluzione non esisterebbe…

Il 26 febbraio 2013 c’è stato un commento sui risultati delle elezioni politiche che mi è rimbalzato più volte nella mente. Casaleggio, il guro del M5S, pare abbia commentato a caldo lo strepitoso risultato nel seguente modo: “Felicissimo per il Movimento, ma preoccupato per il Paese.”

Perché Casaleggio esprime preoccupazione per la situazione del Paese, nell’esatto momento in cui apprende che il suo movimento è il ‘partito’ più votato in Italia?

Personalmente credo che in quell’istante, il suo cervello abbia avuto un intercalarsi velocissimo di tantissimi pensieri uno diverso dall’alltro ma tutti collegati come a formare una sorta di panoramica extraveloce del suo video Gaia, pubblicato in rete nel 2008.

Il video non è ciò che potrebbe sembrare, una profezia, ma sembra essere una traduzione dell’evoluzione storica  del pianeta Terra raccontata nell’anno 2054. Si sorvolano molte eventi realmente accaduti nel corso dell’evoluzione culturale di noi esseri umani, e si aggiungono eventi futuri statisticamente possibili. Come la terza guerra mondiale. Evento che inquieta, trasmette paura e incertezze, come tutte le guerre recenti, passate e presenti. Le guerre ci sono sempre state e continuano ad esserci perchè sono, purtroppo, realisticamente possibili. Ciò che dovrebbe scandalizzarci sono le motivazioni che inducono l’essere umano alla guerra, e nello specifico dovremmo riflettere sul fatto che la Produzione e Distribuzione di Armi rappresenta una delle colonne portanti del sistema economico mondiale. E di cosa ha bisogno l’industria bellica? Di guerre e, paradossalmente, di rivoluzioni, perché ogni rivoluzione ha avuto anche la sua fetta di violenza.

Ritornando in Cina, dove la prima Grande Rivoluzione Culturale ha impresso un nuovo slancio alla vita associata, ha permesso il ricambio nella sfera dirigente, ha rimesso in discussione scelte politiche date per scontate ecc. ecc, ma ha anche causato la perdita di vite umane e danni all’economia temporale; Mao valutava la Rivoluzione in un rapporto di 70 a 30: il 70% alle conquiste e il 30% alle perdite. Le percentuali sono discutibili, ma ciò ci fa capire che la Rivoluzione Culturale per essere vincente deve ottenere il 100% delle conquiste, il solo 1% di perdita sconfiggerebbe l’intera Rivoluzione.

Non a caso Grillo, che ha lanciato la prima Rivoluzione Culturale in Italia non politica – non violenta e democratica, punta al 100% dei consensi in Parlamento.

Ma il 100% che significa? I Partiti Politici devono dare il consenso unanime al Movimento 5 Stelle? Assolutamente no.

Il 100% che cerca Grillo credo si riferisca a un Parlamento formato da diversi Movimenti, ognuno dei quali avrà le proprie idee e progetti da presentare e promuovere. Ciò che avranno in comune saranno soltanto principi basilari su cui agire e costruire. Grosso modo sarà strutturato come il Parlamento è sempre stato strutturato: diverse partiti con diverse idee ma con un unico obbiettivo per una Italia migliore, con la differenza che il sistema politico attuale sarà integralmente sostituito da un nuovo sistema di cittadini; i partiti saranno sostituiti dai movimenti.

Lo Tsunami di Beppe Grillo ha irrigato tanta Terra resa fertile dal letame della politica.
Ora inizia la ‘Primavera’ e i semi germogliano.

Kash Gabriele Torsello

PS: In questo articolo esprimo la mia opinione e analisi personale, individuale e da libero cittadino sul Movimento di Beppe Grillo. Non sono associato a M5S, ne conosco i Rappresenti e/o Leader del Movimento, e ovviamente non sono iscritto a nessun Partito.
Kash 10 Marzo 2013

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Comments
5 Responses to “Grillo, è tutto chiaro. E’ nata la Rivoluzione Culturale.”
  1. …Stavolta la Danza è un altra…
    Sta accadendo ciò che in Italia non è mai successo: Rivoluzione Culturale, non politica, non violenta e democratica

  2. “..il capitalismo che funziona è quello cinese, perché sopra ci sono i Maoisti.”
    da Beppe Grillo intervistato alla Radio Televisione Francese, febbraio 2013

  3. L’Italia in macerie – intervista di Beppe Grillo alla televisione svizzera.

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