LETTERA APERTA A GINO STRADA (e per conoscenza a FABIO FAZIO)


LETTERA APERTA A GINO STRADA
(e per conoscenza a FABIO FAZIO)
6 Febbraio 2012

Caro Dott. Strada,

non ci conosciamo personalmente, ma seguo spesso il suo lavoro attraverso i media, con particolare attenzione all’ospedale di Emergency a Lashkar-Gah nell’Helmand, la regione afghana dove fui sequestrato il 12 ottobre del 2006 e rilasciato il 3 novembre dello stesso anno.

In quel periodo, quando i sequestratori mi chiesero di dar loro un numero di telefono da contattare per avviare eventuali trattative, diedi il biglietto di visita di Rahmatullah Hanefi, il responsabile della sicurezza dell’ospedale di Emergency a Lashkar-Gah.

Avrei poputo dare un altro numero, come quello di uno dei tanti giornalisti che conoscevo (locali ed esteri) o addirittura il numero dell’Ambasciata Italiana, ma scelsi propro quello di Rahmatullah, perchè lo ritenevo responsabile per avermi indirizzato esattamente nelle mani dei sequestratori.

Tengo a precisare che non lo ritenevo, nè lo ritengo responsabile per aver orchestrato il sequestro, se lo avessi creduto non avrei mai dato il suo numero. Ero convinto, e lo sono tuttora, che Rahmatullah avesse ricevuto ordini ben precisi (magari sotto minaccia) per controllare i miei movimenti e in più assicurarsi che avrei lasciato Lashkar-Gah in un modo facilmente rintracciabile.

A dimostrare le poche parole che le scrivo, ci sono molti fatti accaduti all’interno e all’esterno dell’ospedale di Emergency a Lashkar-Gah, uno dei quali è accaduto il 10 aprile del 2010. Di quest’ultimo lei ne discute con Fabio Fazio, a Che Tempo che fa, e alcune sue affermazioni confermano esattamente ciò che penso.

Qui di seguito riporto la trascrizione delle sue dichiarazioni a cui mi riferisco. Estrapolo solo la parte che interessa il corpo di questa lettera. (L’intera intervista a Che Tempo che fa, è stata rimossa da molti siti web, ma è ancora disponibile nell’archivio RAI. Clicca qui)

GINO STRADA: “…Noi abbiamo un sistema di controllo che pensiamo essere piuttosto rigoroso però questo non vuol dire che non sia impermeabile. Ma come in un qualsiasi ospedale italiano, quanto ci vuole mai a portare due granate in una scatola e lasciarla in un corridoio della maternità di un ospedale, voglio dire…no? Quindi che qualcuno delle guardie sia stato comprato o forzato o ricattato a mettere questa cosa all’interno dell’ospedale…”

FABIO FAZIO: “Cioè qualcuno che lavora nell’ospedale che abbia in qualche modo, come dire, accettato, dici tu, sia stato pagato per portare queste scatole.”

GINO STRADA: “Si! Non ho detto pagato da chi..
FABIO FAZIO: “Si!”
GINO STRADA: “… perchè potrebbe essere assolutamente da chiunque!
FABIO FAZIO: “Giusto per toglierci la domanda obbligatoria…siamo sicuri, si può escludere che in una regione in cui c’è la guerra e quindi fra gli afghani ci sarà anche chi simpatizza, diciamo, per i talibani…siamo sicuri che all’interno dell’ospedale di Emergency non ci sia qualcuno che possa invece davvero, che stesse davvero ordendo trame di questo tipo?

GINO STRADA: “Beh io, come dire, la sicurezza non ce la posso avere perchè non ho assolutamente l’idea e il controllo su quello che pensano i dipendenti afghani dell’ospedale di Emergency. Presumo che tra i 250 dipendenti afghani ci sia chi simpatizza per i talibani, chi simpatizza per Karzai, chi simpatizza per i fatti suoi, chi è ricattato o ricattabile, chi magari si presta a certe sporche operazioni. Questo, voglio dire, credo che faccia parte della fauna umana che ha una distribuzione uniforme nel globo.”

Avrei tante domande riguardo il mio sequestro e il comportamento del personale dell’ospedale di Emergency a Lashkar-Gah (sia afghano che italiano), ma considerando che lei in questo periodo è impegnatissimo a svolgere il lavoro fundrising per Emergency, che apprezzo e sostengo, vorrei, al momento, porle solo qualche domanda:

Perché Rahmatullah Hanefi, circa venti giorni prima del sequestro, venne a trovarmi in tarda serata nella mia stanza d’albergo, per poi informarmi della presenza dell’ospedale di Emergency a Lashkar-Gah e invitarmi a rimanere in contatto? O per essere più precisi chi ha informato Ramatullah della mio arrivo a Lashkargah? Chi gli ha chiesto di venirmi a trovare?

Perché venivo più volte invitato a visitare l’ospedale di Emergency e nello stesso tempo le sue guardie avevano l’ordine di farmi lasciare tutta l’attrezzatura fotografica nel gabbiotto della sicurezza?

Perché il responsabile del programma di Emergency in Afghanistan mi negò ufficialmente di utilizzare l’unica connessione internet a me disponibile? E mi negò anche l’autorizzazione a fotografare e a documentare il lavoro di Emergency all’interno dell’ospedale?

Perché non ero autorizzato neanche a vedere i vostri pazienti?

Perché non potevo trasmettere le foto dei bombardamenti dal suo ospedale, visto che lo stesso è base d’appoggio dell’agenzia stampa Peacereporter-Emergency, e lei in diversi interventi pubblici si lamenta per l’assenza di giornalisti?

Perché il responsabile della sicurezza del suo ospedale a Lashkar-Gah, dopo aver visionato il mio reportage su Musa Qala, insistette così tanto a farmi prendere quell’autobus?

Probabilmente per lei i miei perché non sono rilevanti o opportuni, ma le assicuro che per me lo sono e non avrò Pace fino a quando troverò tutte le risposte, in particolare alla prima domanda.

Wa-Aleikum Assalam
Kash Gabriele Torsello
Abdur Rahaman

Gino Strada a Che tempo che fa

Intervista completa Che Tempo Che Fa 11 Aprile 2010

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Comments
27 Responses to “LETTERA APERTA A GINO STRADA (e per conoscenza a FABIO FAZIO)”
  1. Elio says:

    Caro Gabriele,

    per le tante volte che tu mi hai parlato bene dell’iniziativa umanitaria di Emergency, e del suo promotore, ne ero divenuto estimatore e, qualche volta, con piacere, anche convinto sostenitore.

    Più d’una volta, ho seguito in TV interventi del Dott. Strada, ma sempre il suo modo “arrabbiato” di porgere ed il suo sguardo mi hanno, in fondo, un pò turbato, perchè li ho ritenuti non coerenti con lo spirito missionario che l’avrebbe spinto in zone di guerra.

    Mi hanno anche sorpreso molto le interviste in TV , rilasciate da alcuni esponenti dell’ospedale sul tuo caso, che tendevano a ribadire che non ti conoscevano e ne prendevano le distanze.

    Pertanto, trovo abbastanza legittimi i tuoi interrogativi, che ora sono anche i miei.

    Per amore di verità, quindi, ti esorto a continuare nelle ricerche, dal momento che tu sei colui che ha rischiato più di tutti, mentre altri ne hanno tratto ingiusti e squallidi vantaggi.

    In questo modo, spero anche di ripristinare tutto l’apprezzamento verso Emergency ed il suo staf.

    Ti abbraccio. Zio Elio

  2. Caro Gabriele,
    dopo quello che hai soffetro direi che hai tutto il diritto/dovere di fare e pretendere risposte concrete! Sono domande pesanti che hanno tante implicazioni e sulle quali bisgona riflettere con molta attenzione e serietà.

  3. Nishant says:

    Da grande sostenitore di Emergency quale sono vorrei tanto che questa lettera aperta giungesse al Dr.Strada per sentire le sue risposte e, magari, aprire un dibattito sul tema. Grazie Gabriele per averci dato delle informazioni preziose, informazione vera, merce rara in questo Paese.

  4. Redazione says:

    Pubblichiamo volentieri la sua lettera perché si faccia verità su queste infauste dinamiche che hanno coinvolto il Gabriele Torsello durante la sua presenza umanitaria in Afghanistan.

    Eccone il link
    http://rassegnastampamilitare.com/2012/02/07/il-post-del-lettore-kash-gabriele-torsello-lettera-aperta-a-gino-strada-e-per-conoscenza-a-fabio-fazio/

  5. massimiliano rizzuni says:

    spero che Gino Strada le chiarirà come è nel DNA dell’associazione di EMERGENCY tutti i suoi legittimi dubbi.Le porgo i miei saluti Gabriele

  6. icittadiniprimaditutto says:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  7. Antimisia says:

    Caro Gabriele, hai tutta la mia solidarietà. Spero che chi di dovere ti contatti per chiarire le cose, senza lasciare dubbi di nessun genere sulla faccenda. Cordialità. Giancarlo

  8. Mena Ferrara says:

    Caro Gabriele, ho letto il tuo libro con molta partecipazione e la tua storia mi ha così commossa che ne ho anche parlato in classe ai miei alunni (4° elementare!) perchè ritengo che le giovani generazione debbano conoscere tutti gli aspetti della vita.La tua lettera a Gino Strada è legittima e io spero cordialmente che tu possa fare presto chiarezza su questa bruttissima vicenda.La Giustizia e la Verità non sono optional….
    Ti abbraccio cordialmente,
    Mena Ferrara

  9. Marian says:

    I am sure this post has touched all the internet users, its
    really really nice piece of writing on building up new weblog.

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