‘O si Cambia o tutto si ripete’ Lettera a Gino Strada


Alessano, notte tra il 16 e 17 aprile 2010

Caro Gino Strada,

«O si cambia, o tutto si ripete»

è un messaggio che trovo per caso  sul web quando cerco l’ospedale di Emergency a Lashkar Gah.

Tu la dovresti conoscere questa frase perché seminata  dal grande uomo dalla lunga barba bianca al quale gli hai dedicato il tuo ospedale: Tiziano Terzani.

Una frase del passato e del futuro, colma di verità e di riflessioni, alla quale è bene pensare e meditare.

L’undici aprile del 2007 lo staff internaziole di Emergency lasciava gli ospedali e l’Afghanistan.
Oggi (ndr 10/04/2010), esattamente a distanza di tre anni, l’ospedale a Lashkar Gah è stato chiuso, e lo staff internazionale e locale  arrestato.

Tutto si riperte,  si ritorna indietro nel tempo perchè nulla è cambiato.

È come aver tagliato l’erbaccia e i cespugli spinosi, lasciando però le radici interrate, libere di espandersi e di rinforzarsi, capaci di  germogliare e di crescere con spine ancora più appuntite e taglienti. E l’Afghanistan ha una terra dura da zappare, non certamente tenera come il terriccio dei nostri giardini.

O si cambia, o tutto si ripete in modalità sempre più complicata e pericolosa, per gli uni e per gli altri, per chi guida e per chi si fa guidare.

Cambiare non significa necessariamente abbandonare le proprie idee o le proprie cose ma semplicemente ripensarle e rivederle differentemente.
La cima di una stessa montangna  può essere raggiunta percorrendo diversi sentieri. Se un percorso è ostile, tortuoso e pericoloso, non occorre ostinarsi, e insistere a sfidarlo,  specialmente quando non si è soli ma seguiti da molti. Cambia Strada.

In una intervista pubblicata nell’aprile del 2007 da  Matteo Tuvari,  la moglie di Terzani, Angela,  descrive lo stesso uomo al quale hai dedicato l’ospedale di Lashkar Gah in questo modo:

“Tiziano era informatissimo sulle cose di cui parlava. Ragionava con grande rigore, non sopportava l’irrazionalità, quella che lui chiamava l’isteria, l’imprecisione dei fatti, il populismo, l’arringare. E soprattutto aveva sempre, in ogni discussione, rispetto delle ragioni degli altri.”
 
Chiedere che venga fatta luce e chiarezza sulle insinuazioni e accuse rivolte contro lo staff di Emergency non significa sostenerle,  ma affrontarle e sradicarle una volta per tutte.

Continuare e continuare e continuare a sfidare l’afghano potrà farti vincere questa battaglia, ma non la guerra. E tu lo sai che la guerra non la vincerà nessuno e che i primi perdenti saranno ancora una volta i civili.

Occore fare la pace per scavare e togliere con le mani le radici della guerra.

Che la pace sia con te.

Kash Gabriele Torsello

ndr: lettera scritta (e inviata) nell’aprile del 2010 quando fu chiuso l’ospedale di Emergency a Lashkar-Gah, in Afghanistan, a causa del ritrovamento di materiale esplosivo nello stesso.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: